venerdì 17 agosto 2012

NORTH SEA, TEXAS (2011), Bavo Defurne


Belgio, 2011
Regia: Bavo Defurne
Cast: Jelle Florizoone, Mathias Vergels, Nina Marie Kortekaas, Eva van der Gucht, Thomas Coumans
Sceneggiatura: Bavo Defurne, Yves Verbraeken             


Trama (im)modesta – Pim vive in uno sperduto paesino della costiera belga. Fra un padre mai conosciuto e una madre che getta le braccia addosso ogni uomo che le capita davanti, Pim si chiude sempre di più nella rassicurante amicizia di Gino e Sabrina, suoi vicini di casa. Passano gli anni e Pim e Gino stringono una relazione segreta, una sorta di primo amore, mentre la sorella di lui, Sabrina, spasima per Pim, ignorando l’orientamento di quest’ultimo. Tutto sembra procedere a meraviglia, dunque, fino a quando Gino non si fidanza con una conturbante francese e va a vivere in città lasciando Pim da solo, stretto da amari ricordi e la fastidiosa civetteria della madre.


La mia (im)modesta opinione – Non è mai stato mio costume spasimare per i film da “primo amore” ma per North Sea, Texas sono stato forzato, non contro la mia volontà, sia chiaro, a cedere. È abitudine di autori e registi condire le loro storie sul primo innamoramento o con un’insostenibile castigatezza, che ricopre la storia intera di un sapore infantile, oppure con una sorta di malcelata morbosità per il teenage sex (lo abbiamo visto tutti Laguna Blu, sapete di che parlo). Ma se in questo film la componente sessuale è parte integrante della storia (il regista lo mette subito in chiaro: la relazione Gino/Pim non è una cotta unilaterale né un amour imaginarie ma una vera e propria relazione d’amore. Quanto all'esatta natura della 'a', se maiuscola o minuscola, è questione da discutere) ma è trattata con il garbo più delicato e, soprattutto, con discrezione: dunque, niente amplessi pseudo-softcore fra ragazzini impuberi ma solo baci non troppo casti, abbracci forse focosi e le più banali effusioni da innamorati.


Ancora una volta il cinema nordico trionfa per la sua capacità di censurare le passioni travolgenti e per scelte estetiche di sobrietà e decoro assolute. Non c’è bisogno di mostrare, il regista lascia ogni cosa all’immaginazione ma, per fortuna, l’immaginazione è pienamente sufficiente. Ma naturalmente il quadro dei due giovani innamorati segreti era troppo idilliaco ed ecco arrivare gli elementi di disturbo usuali: Gino sacrifica al minuscolo universo in cui vive, inscatolato fra i due margini di una strada e una spiaggia sterminata, la vita nel mondo “reale” con tutte le sue convenzioni e regole (incluse quelle che prescrivono l’eterosessualità come norma generale) mentre il dolce e sognatore Pim rimane chiuso nell’acquario delle sue fantasticherie e dei suoi sentimenti fino a quando scoprirà che anche nella sua pacifica boccia di vetro si annidano i mali che imperversano nel resto del mondo e dunque emergono l’invidia di Sabrina, disperatamente innamorata di Pim, gli sconvenienti, infiniti flirt di Yvette, debordante sirenetta ultraquarantenne, madre amorevole ma egoista, forse la figura più riuscita del film, e la madre di Gino e Sabrina, sorta di seconda e migliore madre, destinata però al dolore e alla perpetua malattia.


Ancora una volta, come nella migliore tradizione vansantiana e non del teen drama, il mondo degli adulti è visto come distante e deforme: rare e vaghe sono le figure di amorevolezza mentre abbondano, nel caso degli uomini, i crapuloni, gli adulteri, i codardi e i lestofanti e, nel caso delle donne, il bisogno d’amore e sicurezza che si maschera da civetteria, l’invidia, l’irresponsabilità. Sola figura totalmente positiva di tutta la storia è dunque Pim, un ragazzo fragilissimo ma dolce, che dell’amore ha sempre e solo colto le rose e mai le spine e dunque, all’abbandono improvviso e subitaneo di Gino, si ritrova solo e affranto. Il riscatto, certo, c’è per tutti: le insistenze e le rabbie di Sabrina si giustificano con un amore non corrisposto, le scostanze di Gino con l’inattesa paura del giudizio altrui e il conseguente bisogno di uniformazione al mondo circostante, gli amori insensati di Yvette con la nostalgia per una bellezza ormai perduta fra i rotoli degli anni e dell’adipe.


Un film, questo North Sea, Texas, non fulminante ma genuinamente bello, amaro come possono essere amare le fiabe, delicato come un primo amore e, soprattutto, originale nei suoi sviluppi. Lode va alla regia che oltre alle sopradette qualità di delicatezza e descrizione, si fa anche responsabile delle meravigliose inquadrature sulla sterminata spiaggia battuta dal vento e di una fotografia spettacolare tutta fatta di squillanti colori pastello dal timbro allegro e vivace. Ovviamente stupende sono le interpretazioni di tutto il cast con speciale menzione a Eva van der Gucht, odiamorosa madre-mangiauomini, e a Thomas Coumans che interpreta il fascinoso zingaro Zoltan. E, se mi è concessa una riflessione personale, il cinema belga e olandese sono da tenere sott’occhio: registi giovani e talentuosi, attori che hanno la stessa classe degli attori francesi ma senza tutta la presupponenza intellettuale (ma è anche per questo che amiamo gli attori francesi) e gusto squisito per dialoghi, musiche e fotografie.


Se ti è piaciuto guarda anche... – Iniziamo con uno stretto parente di North Sea, Texas ovvero il fenomenale Les Gèants (2011) di Bouli Lanners. Genitore adottivo della pellicola potrebbe essere l’ormai iconico I segreti di Brokeback Mountain (2005) di Ang Lee insieme a La mala educación (2004) di Pedro Almodóvar. Una certa vicinanza si avverte anche con lo stupendo, seppur di poco inferiore Dreng (2011) di Peter Gantzler e una parentela oltreoceanica, abbastanza alla lontana, è quella con Shelter (2007), di Jonah Markowitz.


Scena cult – Il confronto/scontro fra Pim e Gino sulla spiaggia mentre il vento trascina via la sabbia.

Canzone cult – Soundtrack meravigliosa, piena di stupendi brani ma abbastanza introvabile. 

2 commenti:

  1. Ciao, potresti darmi un link per guardarlo ? Anche sottotitolato in inglese o in inglese stesso, non fa differenza :)

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    1. Io l'ho scaricato con Torrent e poi ho preso i sottotitoli inglesi da internet! Comunque su Internet dovrebbe trovarsi...

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